BALLANDO SUL TITANIC

C’è poco da festeggiare. Non è certo Silvio il demiurgo che potrà ridare slancio al Paese e restituire dignità al lavoro. Come è certo che non lo sono: Bersani, D’Alema, Prodi e Veltroni che hanno dimostrato limiti ben precisi. Da questa tornata elettorale esce sconfitto il Paese. I mesi e gli anni che verranno saranno molto duri anzi durissimi per tutte le classi lavoratori, ad eccezione per quelle che gravitano attorno al potere politico, a quello delle mafie e a quello televisivo. La crisi occupazionale, lo sfruttamento delle braccia e delle menti, la spartizione degli affari e delle sottane è una metodica di questi governi di centrodestra e di centrosinistra che non lascia spazio all’ottimismo. Berlusconi più che pensare ai problemi del Paese pensa a risolvere i suoi tanti problemi giudiziari e a mettere fieno nelle sue aziende. Continua a leggere…

VIAGGIO NELL’ESTREMA DESTRA EUROPEA

In diversi paesi i movimenti di estrema destra sono di nuovo popolari. Se a est sono fedeli all’ideologia fascista, a ovest attaccano il multiculturalismo e l’islam. In Europa la destra populista sembra avere sempre più successo. A est non è certo una novità: in Ungheria, in Slovacchia e in Romania veri e propri partiti fascisti godono da sempre di un certo seguito. Sulla scia delle ideologie nazionaliste degli anni trenta, queste formazioni si battono per un’identità nazionale etnico-religiosa e alimentano vecchi contenziosi territoriali e la questione delle minoranze fuori frontiera. Continua a leggere…

ITE MISSA EST

Alla fine ha vinto la Chiesa. Soddisfatti il presidente della Cei Angelo Bagnasco e il suo predecessore Camillo Ruini. Il primo aveva chiesto un voto contro l’aborto, e il suo messaggio (a pochi giorni dall’apertura delle urne) era stato interpretato come un NO alla Bonino nel Lazio e Bresso in Piemonte. Il secondo si è molto speso in una campagna elettorale “sotterranea” a favore della candidata PDL, Renata Polverini, nel Lazio. Risultato, la Bonino e la Bresso, hanno persoContinua a leggere…

Italia: record di 4,9 miliardi di export di armamenti, in “revisione” la legge 185/90

L’industria militare italiana fa il botto. Ammontano infatti a 4,9 miliardi di euro le autorizzazioni all’esportazione di armamenti rilasciate dal Governo nel 2009 alle aziende del settore con un incremento di ordinativi internazionali (il 61%) sconosciuto ad altri settori dell’industria nazionale. Ed hanno superato quota 2,2 miliardi di euro le effettive consegne di materiali militari. Un duplice record che annovera il BelPaese tra i big player in quello che il Rapporto della Presidenza del Consiglio sull’esportazione di materiali militari (scaricabile in basso, ndr) pubblicato ieri definisce il “mercato globale” degli armamenti (pg. 25). Un nuovo record ottenuto soprattutto grazie alla commessa da oltre 1,1 miliardi di euro da parte della Al-Quwwat al-Jawwiyya al-Sa’udiyya, la Reale Aeronautica Saudita per i caccia multiruolo Eurofighter Typhoon (EFA). Un colossale e torbido affaire reso possibile a seguito dello stop alle investigazioni richiesto e ottenuto dall’allora Primo Ministro britannico Tony Blair su tutta la faccenda collegata all’affare Al Yamamah (la Colomba) che ha visto coinvolta la BAE Systems. Un caso che è stato per anni – ed è tuttora – nel mirino della stampa britannica ma di cui quasi nessun organo di informazione – a parte Unimondo – ha parlato in Italia. Utile spendere qualche parola per capire i retroscena della vicenda.

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EREZIONI REGIONALI 2010

Alphonse Gabriel Capone, ex boss della Chicago anni’20, meglio conosciuto come Al Capone, era considerato un simbolo della crisi della legalità. Il suo “successo” fu tale che alla sovranità sul crimine potè presto affiancare anche una posizione di supremazia economica e di potere sulle aree di sua influenza. Corruzione e protezione politica gli consentivano di avere agevole accesso agli ambienti istituzionali.  Studiando il modo di neutralizzarlo si dibattè circa l’opportunità di tassare i redditi provenienti da attività illecita. Ottenuto l’avallo legislativo venne allestito un piano accusatorio tradottosi nel rinvio a giudizio per evasione fiscale. La difesa propose un patteggiamento, che fu però rifiutato dal giudice. Provò allora a corrompere la giuria popolare ma questa fu sostituita la sera prima del processo. La nuova giuria lo giudicò colpevole, venne condannato a 11 anni, e spedito per direttissima ad Alcatraz. Al Capone, alias Scarface per gli amici, prima della sentenza di condanna disse alla nuova giuria: «Io sono un delinquente onesto. Non ho mai fatto politica».

KOSOVO: PULIZIA ETNICA TOTALE

Dal primo febbraio di quest’anno le forze Nato di occupazione del Kosovo Metohija (la provincia serba strappata a Belgrado con l’aggressione occidentale del 1999) sono state ridotte di 2.600 unità. La riduzione della presenza atlantica armata a 10 mila unità in tutto è stata “elegantemente” giustificata dai governi interessati come un “miglioramento tattico” che garantirebbe alle truppe dispiegate una “maggiore flessibilità” negli interventi di interposizione tra le varie etnie (principalmente: albanesi-skipetari, serbi, croati e gorani) in ininterrotto conflitto tra loro dopo l’espulsione di massa dei non-albanesi dalla provincia serba (250 mila i profughi oltre frontiera). In realtà la guerra infinita atlantica chiama altrove (in Afghanistan) e la riduzione delle truppe Nato nel Kosovo è direttamente collegata alla richiesta Usa agli alleati-colonia di aumentare la presenza di truppe occidentali nel Paese delle Montagne. Continua a leggere…

BILDERBERG E RAPPORTO GOLDSTONE

Uno dei principali organi sovranazionali decisionali che necessita un’analisi approfondita sui meccanismi decisionali del potere, non eletto da nessuno, che non rappresenta in alcun modo i popoli, ma che decide lo stesso dei loro destini è il Gruppo Bilderberg. Nasce nel 1952, ma prende questo nome nel maggio del 1954, voluto dai reali olandesi e da David Rockfeller, quando un nutrito numero di politici e uomini d’affari si riunì a Oosterbeek, in Olanda all’Hotel Bilderberg: da cui il nome di questa organizzazione. Da allora si radunano annualmente in hotel lussuosi di vari paesi del mondo per decidere il futuro dell’umanità. Un vero e proprio sistema oligarchico che si arroga il diritto di decidere, senza alcuna legittimazione nazionale, cambiamenti politici, economici e militari. Del club fanno parte volti noti della politica internazionale, del mondo degli affari e del giornalismo. Continua a leggere…

AL MERCATO DELLA POLITICA

Una settimana dopo la batosta subita dalla destra di Nicolas Sarkozy alle regionali francesi, anche Silvio Berlusconi teme che l’astensione possa penalizzare il Pdl alle elezioni amministrative del 28 e 29 marzo, che hanno tutta l’aria di un test di metà mandato. Negli ultimi mesi, sulla scia degli scandali e del caos legato alla presentazione delle liste in Lombardia e Lazio, la popolarità del governo è scesa drasticamente. Questo calo fa pensare che il risultato delle elezioni sia ancora aperto, anche se il consenso di cui gode Berlusconi rimane abbastanza elevato, specie se paragonato a quello degli altri leader europei. Ed è proprio questo il dato che stupisce di più gli osservatori stranieri. All’estero si ha la convinzione, in modo forse un pò sbrigativo, che il successo di Berlusconi dipende dal controllo delle tv, dei mezzi d’informazione e dell’immaginario collettivo. Continua a leggere…

QUANDO GLI EBREI MANGIAVANO I BAMBINI

Quante divisioni ha il papa? In dirittura finale della campagna elettorale da evidenziare il coretto dei pappagalli dell’Amore e della Libertà berlusconiani: il ministro euroinutile Frattini, l’ex P2 Cicchitto, l’ex ANale Gasparri, il sindaco di Gerusalemme Retromanno, diretti magistralmente in coro dall’Avvenire, sono scesi in campo tutti insieme a recitare con indignazione ”Il gran soccorso al Sant’Uffizio“. Mentre dal Vaticano si ode solo silenzio, il New York Times continua a pubblicare dossier di abusi sessuali su minori perpretati a Monaco da preti pedofili. Chissà se Joseph Ratzinger, in arte papa Benedetto XVI, ne era a conoscenza o meno. Vedremo. Proviamo però a scuotere l’informazione embedded, rinfrescandogli la memoria in merito alla questione crimini e pedofilia, che non riguarda certo solo la Chiesa cattolica. Notevole la raccolta di casi ricostruiti da Shmarya Rosenberg, ex membro della setta «haredi», che dal 2004  denuncia le ipocrisie e le storture morali, giustificate con citazioni bibliche, dei super-ortodossi con la Kippah. Continua a leggere…

MANUALE DI DEMOCRAZIA PER PRINCIPIANTI

Ma come? Non c’è già la Costituzione? Lasciatela perdere, cari allievi. Quella ci ha (notate: non scrivo “c’ha” come gli analfabeti che in genere leggete) la maiuscola, e vi spiega la Democrazia con maiuscola, quindi da pronunziarsi a gargarozzo vibrante, come fa Napolitano, ma del tutto teorica, o meglio immaginaria, e quindi di nessun uso pratico. Io cerco invece di darvi un’idea pratica della democrazia reale, quella parlamentare e partitocratica di fatto vigente, e dei suoi meccanismi; la democrazia con l’iniziale minuscola che grammaticalmente compete a tutti i nomi comuni, ma che vi sarà utile conoscere per meglio sapervi regolare. Mi astengo quindi dal linguaggio “politichese”, che è parte integrante dell’illusionismo d’obbligo, ed uso parole terra-terra, accessibili a tutti dai sette anni in su. Vi invito a farci mente locale, perchè, a scuola, queste cose non ve le insegnano sicuro!

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L’AQUILA SOLITARIA

Le elezioni municipali del 3 marzo sono state segnate dal successo del Partito per la libertà (PVV) di Geert Wilders. Lo scrutinio costituiva un test in vista delle legislative del 9 giugno, in cui il leader islamofobo conta di concretizzare il successo. Resta da vedere come il sistema olandese reagirà allo shock. Il risultato delle elezioni municipali del 3 marzo costituisce una rivoluzione politica per Almere e l’Aia. Nelle due città in cui si è presentato, il Partito per la libertà (PVV) di Geert Wilders, che partecipava per la prima volta a questo tipo di scrutinio, si è affermato come un nuovo protagonista: ad Almere è il primo partito, all’Aia il secondo. Si tratta di un risultato in parte atteso, che cambia il volto della politica olandese.

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SI ACCOMODI, PRESIDENTE

Si accomodi, questa è casa sua. E’ con queste parole che viene accolto Berlusconi ogni volta che va in tv: una specie di mantra che illustra bene l’educazione dei presentatori italiani. Presentatori, non giornalisti. Anche un giornalista accoglierebbe il premier con estrema gentilezza, ma di certo non accetterebbe senza batter ciglio che una telefonata in diretta si trasformasse in un comizio di venti minuti. Una volta Berlusconi ha chiamato in diretta un talk show politico e il conduttore, un giornalista, è riuscito a fargli qualche domanda. Conseguenza: il suo programma è stato sospeso durante la campagna elettorale. Al presidente, si sa, non piacciono i giornalisti ma i presentatori. Anzi, le presentatrici. Continua a leggere…

BERLUSCONI HORROR PICTURE SHOW

 

Il pifferaiomagico Silvio Berlusconi nel corso della manifestazione di sabato scorso, tra una promessa e l’altra ha detto la sua solita berlusconata: «Questi tre anni, forti di un pieno mandato dagli italiani, decisivi per quella rivoluzione liberale che abbiamo promesso agli italiani, vogliamo anche vincere il cancro che colpisce ogni anno 250 mila italiani e che riguarda quasi due milioni di nostri cittadini». In un paese civile non ci sarebbe bisogno di ricordare che questo governo emerge dalla melma per il totale disinteresse verso la ricerca, alla quale sono destinati fondi irrisori, indegni di un Paese che si dice avanzato. Si sa anche che i politici del BelPaese delle leggine vergogna, cialtroni e ciarlatani, sono bravi a lanciare proclami e vane promesse. Probabilmente per quella promessa in un paese civile ad un politico, capo del governo, l’avrebbero preso a pesci in faccia. E quel politico per quell’offesa imperdonabile fatta a tantissimi italiani che il cancro e le sue spire fatte di dolore, sofferenza, disperazione lo hanno conosciuto, si sarebbe dedicato alla meditazione e al silenzio.

GESU’ CRISTO E’ MORTO DI FREDDO?

L’OSSERVATORE ROMANO SULL’ARTICOLO DEL NEWS YORK TIMES

A proposito di un articolo del “New York Times”: Nessun insabbiamento. Trasparenza, fermezza e severità nel fare luce sui diversi casi di abusi sessuali commessi da sacerdoti e religiosi:  sono questi i criteri che Benedetto XVI con costanza e serenità sta indicando a tutta la Chiesa. Un modo di operare – coerente con la sua storia personale e con l’ultraventennale attività come prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede – che evidentemente è temuto da chi non vuole che si affermi la verità e da chi preferirebbe poter strumentalizzare, senza alcun fondamento nei fatti, episodi orribili e vicende dolorose risalenti in alcuni casi a decine di anni fa. Lo dimostra, ultimo in ordine di tempo, l’articolo pubblicato oggi dal quotidiano statunitense “The New York Times”, insieme a un commento, in merito al grave caso del sacerdote Lawrence C. Murphy, responsabile di abusi commessi su bambini audiolesi ospiti di un istituto cattolico, dove ha operato dal 1950 al 1974. Continua a leggere…

NESSUNO LO DEVE SAPERE

Nuove informazioni su un prete pedofilo – e come sempre accade in questo disgraziato BelPaese vittima della censura applicata, gli scandali si vengono a sapere dalla stampa straniera. Il New York Times ha ottenuto la documentazione, che la Chiesa ha occultato per mantenere il segreto (Scaricabile in basso), da Jeff Anderson e Mike Finnegan, gli avvocati di cinque uomini che hanno avanzato quattro cause contro l’arcidiocesi di Milwaukee. I documenti includono lettere tra i vescovi e il Vaticano, dichiarazioni giurate delle vittime, le note manoscritte di un esperto di disturbi sessuali che ha intervistato padre Murphy e verbali di una riunione finale sul caso in Vaticano. Il caso del reverendo Lawrence C. Murphy, accusato di aver abusato sessualmente di oltre 200 bambini sordi in una scuola del Wisconsin. In base alle accuse mosse contro di lui, questo è probabilmente uno dei peggiori casi di sacerdoti pedofili negli Stati Uniti.

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INTERFERENZE TEMPORALI

Ogni volta che l’Italia è chiamata al voto arriva l’immancabile intrusione d’Oltretevere. L’invito della Cei all’elettorato di fede cattolica a votare chi difende quei valori tanto cari all’autorità ecclesiale lo consideriamo ancora fuori luogo. Che c’entra con i grandi temi di casa nostra? Ogni qualvolta i cittadini sono chiamati alle urne ecco che i vescovi suggeriscono chi si deve votare. Ma perchè non si occupano delle cose di stretta competenza senza fare la solita invasione di campo? Purtroppo il legame con quella parte politica che rappresenta l’elettorato clericale lo porta ad una continua esternazione anche su temi prettamente di competenza dello Stato laico. Gli strali contro l’aborto e contro quei partiti e quei politici che ne hanno sostenuto e fatto approvare la legge non ci sembrano affatto appropriati visto che si tratta di decisioni che spettano alla coppia e alla singola persona. Decisioni che sono sempre di grande sofferenza ma anche legate a svariati motivi, in primis alla messa al mondo di bimbi con dei gravi handicap. E questo non è compito della Chiesa ma della coppia, quando c’è, e soprattutto della donna. Continua a leggere…

CENSURA IN CERCA D’AUTORE

Silvio Berlusconi è nuovamente sotto inchiesta, questa volta per concussione. Secondo gli inquirenti, il presidente del consiglio italiano ha tentato di bloccare una trasmissione televisiva a lui sgradita facendo pressioni indebite. Nell’inchiesta sono coinvolti anche il direttore del Tg1, il più importante telegiornale italiano, e un funzionario dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom). I fatti risalgono al novembre del 2009 e dimostrano il talento di Berlusconi nello sfruttare la sua influenza privata e politica sui mezzi d’informazione. Continua a leggere…

CREDO NELLE IDEE CHE DIVENTANO AZIONE

Il sistema dell’informazione del BelPaese, regolato da leggi liberticide, uccide l’autonomia di pensiero. Studiare a tavolino un imbroglio per imporre la via dell’informazione faidate, è un indegno gioco di prestigio in considerazione del fatto che l’informazione, nel BelPaese, si confronta quasi sempre con la percezione e quasi mai con la valutazione reale dei fatti ad essa connessi. Alcuni usano i sondaggi e le statistiche come un ubriaco i lampioni: più per sostegno che per illuminazione. L’informazione non può e non deve essere interrotta da leggine vergogna. Nel BelPaese dei fallimenti, della corruzione e dell’impunità, dell’indulto e dell’insulto, degli scandali e delle truffe, c’è un interesse coordinato a pilotare l’opinione pubblica spingendola verso scelte suicida. I problemi dell’informazione nel BelPaese sono molti, ma quello di gran lunga più tragico è la sua mancanza di consapevolezza, ossia l’incapacità di coloro che fanno informazione nel mettere a fuoco gli aspetti più critici della situazione, le priorità assolute di cui tutti abbiamo bisogno. Esiste purtroppo la scarsa consapevolezza di molti cittadini sull’importanza del diritto alla libertà di pensiero e di informazione. A parole, siamo tutti uguali e tutti abbiamo gli stessi diritti. Necessita estremo bisogno di capacità critica nel leggere il presente.  L’informazione non si deve interrompere, la stampa deve essere libera. Berluscolandia non è l’unica fonte di verità.

CONTRO L’AVIDITA’ DEI NUOVI PADRONI CHE AVANZA, CONTRO L’IGNORANZA CHE HA PER MISSIONE FABBRICARE L’OPINIONE PUBBLICA. IL GRAFFIO NEWS CREDE NELLE IDEE CHE DIVENTANO AZIONE ed esprime la propria incondizionata solidarietà all’evento bolognese del 25 marzo.

L’IMPUNITA’ ISRAELIANA

La giustizia impone a Tel Aviv di non tacere sull’operazione del Mossad a Dubai. Il 20 gennaio 2010, in pieno giorno, in una camera d’albergo di Dubai è stato commesso un omicidio. Le telecamere di sorveglianza hanno filmato tutto: i sopralluoghi e i preparativi, i travestimenti, i volti e le maschere, la parrucche e gli accessori sportivi. Tutto. Continua a leggere…

SEX CRIMES AND VATICAN

La crisi, profonda, nella Chiesa cattolica ha tutti gli ingredienti dei grandi scandali americani: agita questioni morali, si presta a grandi confessioni collettive, è mediatica, ha risvolti legali che suscitano l’ingordigia degli avvocati. Dagli Usa all’Irlanda, dal Messico al Canada, all’Austria e alla Germania, non si arresta l’ondata di denunce di abusi sessuali su minori commessi dai preti cattolici. Per il Vaticano, oltre allo «sgomento» con cui il papa ha commentato le notizie, si prevedono imponenti risarcimenti alle vittime. Negli Usa, la Chiesa ha già dovuto pagare decine di milioni di dollari di risarcimento danni. La diocesi più colpita dagli scandali di pedofilia è stata quella di Boston, la quarta più grande degli Stati Uniti, la casa spirituale per oltre 1,8 milioni di cattolici a capo della quale era il cardinale Bernard Law che diede le dimissioni dopo le accuse di aver protetto alcuni preti pedofili quando venne alla luce il caso di don John J. Geoghan, che fece esplodere in tutta America la realtà della pedofilia fra il clero. Continua a leggere…